Nel villaggio….

Pubblicato: 25 aprile 2013 in Senza categoria
Sento Imperial Palace, Kyoto, Japan - one of v...

Sento Imperial Palace, Kyoto, Japan – one of various bridges. (Photo credit: Wikipedia)

Proprio stamattina, durante una rigenerante passeggiata all’aria aperta, dipanavo nella mia testa una serie di riflessioni che poi ho ritrovato, in gran parte,  in un sintetico post di Sabina M., dove enucleava in 5 punti le ragioni della sua partecipazione al (per)corso cMOOC. Io non sono granché brava nel condensare il mio pensiero, però ci provo a modo mio:

– la motivazione che mi ha indotto all’inizio ad aderire al cMOOC si sta rafforzando sempre di più, grazie alla curiosità sollecitata strada facendo, al senso di sfida costante che comporta e, last but not lest (mi sembra si scriva così…), l’opportunità di conoscere -sì virtualmente, ma le parole, quando sono espressione della propria “ragione sentimentale”, raccontano molto di noi…- molte persone, colleghi e colleghe con cui sento di condividere i principi/valori caratterizzanti una scuola pubblica, laica, pluralista e, dunque, attenta ai bisogni di tutte/i e capace di accogliere e valorizzare tutte le diversità (o quanto meno di provarci);

-sono consapevole dei miei limiti per ciò che riguarda le nuove tecnologie, dettati in gran parte anche da una certa avversione/diffidenza sulla quale, però, vado maturando una nuova visione, perché sono le nuove generazioni che lo chiedono: no al “totalitarismo dell’informatizzazione tout cort”, ma nemmeno sì al conservatorismo ottuso che apre divari incolmabili tra “il mondo degli adulti e la carta stampata” e i “nostri giovan,i grandi smanettoni…” (nativi digitali?…mah…); Sì all’uso consapevole, creativo, in una posizione di “protagonismo” e  non di “sudditanza” rispetto ai mezzi tecnologici, e chi opera in ambito educativo/formativo non può esimersi dal mettersi in gioco in prima persona, pena rimanere ancorati ad una pianeta parallelo rispetto a quello dei nostri alunnni…;

– la coscienza dei miei limiti (alias, imbranataggine, incomprensione di parole, tempi lunghi nel fare ed assimilare le indicazioni del prof…) non mi fa arrabbiare (differentemente da Sabina): ne prendo atto, provo a non farmi scoraggiare, riferendomi sempre alle parole del prof che ci ha sapientemente invitato alla pazienza ed alla calma…(quest’ultima, dico la verità, mi appartiene poco, perché anch’io sarei di quelle del “tutto e subito”, ma se avessi applicato questa filosofia, ne sarei già uscita sconfitta…) e mi prendo qualche soddisfazione quando vedo che dei piccoli progressi me li sto guadagnando;

– anche questi giorni di “vacatio prof” mi hanno stimolato alcune riflessioni: io che quando intraprendo qualcosa di nuovo, sento l’esigenza di averci sempre accanto la guida che rassicura, protegge, indica la strada, ho fatto dei passi avanti (che certo anche altre esperienze avrebbero potuto permettermi…non vorrei che quello che dico venisse preso come un intento esaltatorio di quello che facciamo…) dal punto di vista della mia autonomia in questo viaggio: ho esplorato tanto, in alcuni casi, settacciato i blog dei/le miei/mie compagni/e, ho intrecciato delle relazioni, ho riguardato le lezioni dei giorni scorsi (preciso,con i miei tempi a disposizione: che sono quelli di una maestra che sta tanto a scuola, che partecipa a 2 corsi di formazione, che è FS sul Pof……che fa la mamma, che fa attività politico-sociale…), insomma ho cercato di osservare come cresce il villaggio;

-ora, se è vero che in ogni luogo geografico, esiste una periferia ed un centro, io – pur con tutte le lacune che ho più volte segnalato – non mi sento alla periferia: o meglio, se nell’assegnare i posti, prendiamo come riferimento le nostre capacità, allora, mi colloco nella periferia estrema…ma siccome non penso che sia questo il metro di valutazione, diciamo che ancora mi sento girovaga, non mi va di fermarmi e di” staticizzarmi”, mi va di continuare a praticare del nomadismo conoscitivo senza fretta alcuna di delimitare dei miei confini…

Come ho detto,ho sgombrato il campo da tutte le ansie da “abbandono”, ma mi viene comunque da chiedere: prof, ma quando rientri in postazione?….

Buona Festa della Liberazione

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commenti
  1. sabinaminuto ha detto:

    Visto!
    Abbiamo molto in comune. Anche io sono per il tutto subito ed è per questo che mi arrabbio con me stessa. E poi sai che c’è ? In questo periodo sono stufa di sentire gente, fra cui i colleghi, che si lamenta e non propone , distrugge e non costruisce. basta suvvia!
    Io sono per la ricerca di soluzioni non per il macerarsi nei problemi.
    Credo questo sia un dovere per chi fa l’insegnante perchè senza fiducia nel futuro si parte già sconfitti. E finiamola con le lamentele eterne. Nessuno ha mai detto che insegnare sia facile ma almeno è un lavoro stimolante, creativo e soprattutto è un lavoro. Oggi molti un lavoro non l’hanno o lo hanno perso. Dunque avanti , con un po’ di incoscienza forse ma ottimismo. Non ho più voglia di vedere colleghi rassegnati o rancorosi. Lo dobbiamo ai nostri studenti che sono anche i nostri figli.

    Per questo il tuo blog, il corso, il Prof e tutto il resto sono una finestra da cui mi affaccio volentieri: almeno un po’ di aria fresca nell’odore stantio delle nostre aule.

    Grazie. Ciao

  2. Luisella ha detto:

    Anch’io mi affaccio volentieri al tuo blog, apprezzo sempre quello che scrivi, cara Cristina, e anche a me oggi veniva da chiedermi, ma Prof. quand’è che rientri in postazione?

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