Parole, parole, parole…

Pubblicato: 1 maggio 2013 in Senza categoria

Mi interessava esprimere qui qualche idea, visto che avevo avuto modo di leggere l’articolo Metafora in laboratorio già stamattina, poco dopo la sua pubblicazione, prima che una giornata convulsa mi impedisse di ritrovare il giusto tempo di mettermi davanti alla tastiera…
Ho visto che il prof, nel suo incedere prolifico di riflessioni, ha scritto anche stasera un articolo di integrazione a quello di stamani e la sua lettura mi ha ulteriormente solleticato….
Come più volte ho sottolineato, anch’io sono membro del club degli imbranati che, come dimostrano i commenti, consta di non poche persone…consapevoli dei propri limiti, ma comunque ben equipaggiate di buona volontà nell’imparare quel linguaggio spesso ancora ostico, ingarbugliato che fa anche perdere la pazienza, ma che in qualche modo, sta diventando avvincente. E se tutto questo sta avvenendo, non è solo per mera adesione al manifesto del corso di cui tutti abbiamo condiviso spirito e finalità, ma è proprio grazie a quelle metafore, a quei richiami onirici, a quella creatività con cui le lezioni ci vengono presentate, a quell’humus tutto umano che fertilizza l’arido terreno delle tecniche.

La mia postura nei confronti di certi aspetti tecnici si è fatta è molto più disponibile alla ricezione; mi spiego: se tutta la parte di spiegazione del codice HTML non fosse stata preceduta da articoli come Parola, sarei già scappata a gambe levate, vivendo come distante, insormontabile, inaccessibile tutte quelle formule, quelle sigle che invece ora per me hanno significato.

Anche nell’articolo di stasera,Vecchio e nuovo, il prof ritorna sull’importanza del linguaggio in senso ampio e mi si sono riaffacciate alla memoria considerazioni di qualche scritto fa, quando ci faceva riflettere (e qui riporto la mia rielaboarzione dei suoi concetti) sul “potere della parola”, su quella peculiarità che ci contraddistingue come specie e che nel percorso millenario della storia umana si à avvalsa di vari strumenti per la sua diffusione: dall’oralità, alla forma scritta su materiale di vario genere, arrivando dopo secoli alla stampa e poi, nella contemporaneità, al pc e a internet. Ecco: mi ha convinto molto il fatto che nessun mezzo potrà affievolire o svilire il potere proprio della parola, che è quello dell’intenzionalità di chi se ne avvale, che la carica di un certo significato perché si trasmetta un certo messaggio.
In un passaggio di spiegazione, il prof disse che la macchina è stupida, (aggiungo io) in quanto oggetto. A noi, dunque, pilotarla mettendo al servizio della parola quei codici perché la parola ne possa uscire ancora più valorizzata come fatto tutto umano. Per cui, anche il grassetto ha il suo peso se vogliamo dare risalto ad una certa parola e così via…Insomma, il “substrato”della macchina ci è funzionale per farci conoscere e ci offre modalità perché ogni personalità possa in qualche modo emergere per quello che è, quello che pensa, quello cui anela.

Mi sento di dire che è attraverso tutti questi intrecci, che in qualche modo conosco e conosciamo il prof: non si è instaurata una relazione “autentica” dove fisicità e sensorialità sono gli elementi principe – di cui non mi stancherò mai di rivendicare il valore ineguagliabile -, ma sempre di relazione si tratta, e non è solo quella tra un prof di un corso online e i suoi allievi, ma è una condivisione di intenti veicolata mediante parole scelte, soppesate, presentate con cura. Una relazione di questo tipo non sarebbe stata possibile se si fosse data solo snocciolando numeri e formule, ma proprio grazie alle metafore, alla poesia e a tutto ciò che è frutto di quell’immaginazione che addirittura ci fa annusar boschi, sentir rumori di passi nei villaggi, osservare mani svelte sulle tastiere e sorridere per solidarietà quando invece le mani si fanno più impacciate….
Avrei tanto voluto dare volto, voce, scambio di sguardi a tutta questa immaginazione, venendo a Pisa nei giorni di Didamatica, ma l’Invalsi me lo impedisce, il 7, e il giorno dopo siamo in gita….E’ solo un’occasione perduta, ma visto ormai l’ardire che ci muove, cosa sarà mai andare un po’ in giro per l’Italia….

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commenti
  1. sandramtt ha detto:

    Bello, sei nella mia prima rotta tracciata con la fantasia e…non ho sbagliato direzione!

    • criszac68 ha detto:

      Grazie Sandra, chissà, potrà capitare che le rotte della fantasia, prima o poi, portino ad un incrocio reale…non mettiamo limiti al “sorprendente potere del cMOOC”

  2. marina.p ha detto:

    avevo risposto di getto al post del Prof, ma mi ha fatto piacere vedere quanti sono sulla stessa linea! Ancora una volta,è solo l’umanità che può dar valore alle cose. E io credo che sia importante insegnare anche questo ai nostri ragazzi: le parole non sono tutte uguali e ciascuna ha un significato e un peso….

  3. antonellarubino ha detto:

    E’ proprio vero…abbiamo bisogno di incontrarci tutti insieme: è da anni che sogno di stare in mezzo a gente che sogna come me!
    😉

  4. Luisella ha detto:

    Bello, davvero! Ma, Cristina, ho perso un tuo post. Ne avevo letto uno molto interessante, che si chiamava una pillolina di senza zaino farcita di html e c’erano delle cose che mi interessavano e sulle quali mi ripromettevo di tornare, ma ora non la trovo più! Non è che ti è rimasto nelle bozze? Era quello in cui parlavi della comunità di pratica come leva nella formazione e che ha citato anche Sabina nel suo post qui. Un caro saluto multimediale… visto che ti vedo sempre ma a distanza e anche oggi dovevo scappare 😉

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