Promemoria per una valutazione autentica

Pubblicato: 6 maggio 2013 in Senza categoria
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Anche domani, come gruppo di insegnanti coalizzate nella realizzazione del Progetto Senza Zaino, ci ritroveremo per discutere ancora una volta sulla messa a punto di modalità di valutazione che riteniamo siano congeniali ai principi ispiratori del SZ, quindi rispettose dei bisogni dei bambini e finalizzate al miglioramento di ciascuno/a. Per facilitare il confronto, abbiamo stilato un promemoria che qui riporto perché può essere di stimolo anche ad altri: focalizza l’attenzione su questioni che meritano riflessione non solo per chi fa il SZ, ma per chi quotidianamente si trova a relazionarsi con il delicato materiale umano che davvero va maneggiato con molta cura

  1. Esaminare le pratiche di “valutazione” in uso
  2. Riflettere sul senso del valutare
  3. Considerare Il valutare e i valori SZ; risolvere nel SZ la frattura che si crea nel momento in cui ci si trova di fronte alla necessità di dare i voti
  4. SZ punta sull’apprendimento, sul lavoro, sulla motivazione intrinseca>/li>
  5. SZ è consapevole che si cresce in un clima “avalutativo”
  6. SZ sa che è impossibile realizzare una valutazione oggettiva; valutando non si può prescindere dalla storia e dalla situazione di ciascuno. Solo così ci si avvicina all’obiettività
  7. SZ modifica la relazione insegnante alunno. In SZ l’insegnante collude con l’alunno, tacitamente sottoscrive con lui un accordo giocoso ma profondamente impegnativo in base al quale lui è dalla sua parte nel lavoro faticoso del crescere, dell’apprendere
  8. SZ usa molteplici modi e strumenti di “valutazione” e coinvolge i ragazzi nel coglierne il senso e le modalità di uso
  9. Abitua a “misurare” il proprio lavoro a partire da un “contratto” stipulato prima, relativamente a difficoltà esaminate, attese, tempi, criteri per la misurazione….
  10. Propone la misurazione senza esagerare, prende in considerazione compiti di tipo diverso
  11. Mette in atto una sorta di “emulazione cooperativa”
  12. Incoraggia l’autovalutazione a partire dalla riflessione sul sé che porti alla costruzione di una positiva immagine di sé, a conoscere i propri bisogni…
  13. Non usa i voti per …
  14. Sdrammatizza i voti con gli alunni e con i genitori
  15. Si cercano con i ragazzi modi e strumenti per mediare il passaggio ai voti
  16. Informa i genitori sulle attività, non pone l’accento sui risultati
  17. Quando è necessario usare il voto, individua due, massimo tre fasce e colloca gli esiti in queste a partire dalle misurazioni… in cui giocano, come già detto più criteri.. più elementi…Meglio un voto a spanna che un voto che fa male (tanto l’oggettività nel valutare, non esiste)
  18. SZ lavora a costruire fiducia e autostima, parla di soglia, successo, eccellenza ( linguaggio tra adulti ), di livello esperto, operativo/apprendista, principiante … in ogni livello, anche quello di partenza, c’è un “conosco, so fare, so agire “ su cui contare per rilanciare crescita e apprendimento …
  19. Informa i genitori, nei modi adeguati, di tutti questi aspetti
  20. Su diversi di questi punti, abbiamo già raggiunto un buon livello di condivisione, ma c’è ancora molto da fare – da noi, il Progetto SZ è partito da 2 anni -: non è facile rinunciare a quelle pratiche consolidate in decenni di lavoro che danno sicurezza, ma la disponibilità a volersi mettere in discussione è già un primo passo decisivo…

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commenti
  1. luciab ha detto:

    Questo post mi piace moltissimo. E’ da tempo che sento il bisogno di riflettere sulla valutazione, ma non trovo disponibilità e/o curiosità fra i miei colleghi, che probabilmente cambierebbero atteggiamento se non fossero così esauriti dalle incombenze di ogni giorno.
    Eppure è così importante che a me non interessa essere o non essere stanca: sento solo che è urgentissimo parlare di valutazione, anzi di profonda trasformazione della valutazione alla luce dell’enorme cambiamento del paradigma didattico causato dalla penetrazione delle nuove tecnologie.
    Se c’è qualcuno nel villaggio che ha voglia di parlarne – soprattutto in riferimento ai ragazzi delle superiori, io sono disponibile.

  2. sabinaminuto ha detto:

    Mi è piaciuta molto la conclusione che proprio condivido. Tutta la scuola ne avrebbe bisogno.
    Brave

  3. lamaestramanu ha detto:

    ” Non è facile rinunciare a quelle pratiche di lavoro consolidate in decenni di lavoro che danno sicurezza.La disponibilità a mettersi in discussione è già un primo passo…”
    Condividio in pieno e vi ammiro… Brave davvero!

  4. Daniele ha detto:

    LUCI E OMBRE
    Concordo pienamente con i punti 2, 7, 8, 9, 12, 16, 19 (ho selezionato quelli che, secondo me, contribuiscono meglio a definire un metodo), ma mi sembra che contraddicono il punto 5. Sono perplesso sul punto 6, in quanto penso che la valutazione, proprio perché sia rispettosa della persona, debba essere ben circostanziata. Non condivido i punti 17 e 18, in quanto tre soli gradi rappresentano un giudizio troppo tranchant e, in quanto tale, lesivo dell’autostima dell’alunno (considerazione suffragata dall’esperienza diretta)… tra l’altro ero presente quando queste definizioni furono elaborate, con l’unico fine di fare una cosa “sbrigativa”.
    Infine: cosa vuol dire “tanto l’oggettività nel valutare non esiste”? Si sa che non esiste a priori, ma si costruisce nel momento in cui, in completa e onesta trasparenza, si elaborano criteri condivisi da tutti i soggetti coinvolti nel processo.
    Forse ho frainteso qualcosa, ma penso che la chiarezza in queste questioni sia molto importante : )

    • criszac68 ha detto:

      Mi scuso in partenza per la risposta telegrafica cui mi trovo costretta adesso, ma mi preme puntualizzare alcune questioni: il promemoria che ho riportato non è stato elaborato dalle insegnanti del mio Istituto, non ancora così brave…
      bensì da tutta la squadra del SZ Toscana che lo ha poi diffuso nelle scuole aderenti perché potesse essere discusso e condiviso, ma anche modificato in caso di divergenze o integrazioni. Per cui, Dani, forse hai memoria di qualche altra situazione in cui al Ganghi ci siamo ritrovati per affrontare le questioni spinose della valutazione…Conto di approfondire ulteriormente i concetti inseriti nel promemoria in altri post. L’affermazione sull’oggettività della valutazione che non esiste, era da intendersi a priori come tu dici; concordo appieno a proposito con quello che tu asserisci a fine commento. A presto

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