Valutazione: per continuare a riflettere

Pubblicato: 18 maggio 2013 in Articoli Senza Zaino, Senza categoria
Tag:,

Ho trovato un numero un po’ datato della rivista “Rassegna” dell’Istituto Pedagogico (così si chiama), e se anche la sua pubblicazione risale a 5 anni or sono, ci sono molti articoli e relativi contenuti che sono ancora di grande attualità…le buone riflessioni non invecchiano, magari si riaggiornano, ma non perdono il loro smalto concettuale di fondo. Ed in questo caso, il nocciolo è rappresentato dalla valutazione, terreno scivoloso su cui la scuola italiana, guardandola non dal “basso”, ma per ciò che attiene le scelte ministeriali, ha tenuto un atteggiamento ondivago per finire con il ritorno al voto numerico, quando era stato affossato per avvedute ragioni pedagogiche in tempi non molto remoti.

Segnalo in particolare l’articolo da pag 28 in poi, scritto da M.Orsi, dal titolo emblematico: “Valutazione dell’apprendimento o per l’aprendimento?, in cui sviluppa tutta una serie di questioni, a mio avviso, convincenti, sul fatto che spesso il valutare ha finito per essere totalizzante, l’obiettivo principe di molti/e insegnanti, sottomettendo l’ambito delle attività, di quel fare, di quell’operare a scuola, attraverso una didattica laboratoriale, sacrificata sull’altare della misurazione e mortificata dal prevalere del “fotocopificio” sempre attivo, come sono diventate tante scuole.
Leggevo alcuni post del (per)corso cMOOC che sottolineavano la necessità di valorizzare la curiosità, la creatività, l’immaginazione, lo spirito di ricerca che nei nostri bimbi sono costantemente accesi: questo ha bisogno di tempi ed organizzazione altra rispetto a quella tradizionale, di sicuro di molto impegno da parte nostra ma, se c’è motivazione, è certo che sapremo raccoglierne i frutti. Quelli che da una triste fotocopia non si potranno mai ricavare e che da un numero – il voto – non potranno mai essere rappresentati nella molteplicità dei loro colori e sfumature

Rassegna 35 Valutazione-1

Annunci
commenti
  1. Daniele ha detto:

    Sono daccordo sul fatto che spesso il valutare ha finito per essere totalizzante, l’obiettivo principe di molti/e insegnanti, sottomettendo l’ambito delle attività, di quel fare, di quell’operare a scuola, attraverso una didattica laboratoriale, sacrificata sull’altare della misurazione e mortificata dal prevalere del “fotocopificio” sempre attivo ed è una vita che cerco di combattere questa tendenza.
    Purtroppo, essa non appartiene semplicemente alla Scuola, ma alla mentalità comune e diffusa e,quindi, alla relazione fra scuola e società, cioè fra il servizio erogato e l’utenza che ne fruisce.Questo implica che la curiosità, la creatività, l’immaginazione, lo spirito di ricerca (…) nei nostri bimbi non sono costantemente accesi. L’ossessione della misurazione, infatti, arriva a sostituire anche completamente il merito… l’oggetto, degli apprendimenti, fino a legittimare ogni mezzo, anche truffaldino, per raggiungere i risultati (molto spesso, non a caso, con la complicità dei genitori).
    D’altra parte abolire completamente le valutazioni, come auspicato da molti anche fuori d’Italia (leggevo oggi un articolo in proposito su “Internazionale” dalla Germania) e sempre più suffragato dalle ricerche in campo cognitivo, secondo me, sarebbe una soluzione troppo facile e piena d’inconvenienti. Essa porterebbe la scuola nell’evanescenza dell’autoreferenziazione e, se da una parte sembrerebbe “comodo” per chi ci lavora, in realtà la priverebbe di argomenti concreti per reagire ad attacchi anche pretestuosi.
    Una valutaazione di sistema è necessaria in ogni caso. Essa dovrebbe concernere anche l’operato del ministro e del ministero (non come ora), ma difficilmente può prescindere dal valutare gli apprendimenti degli studenti.
    La vera sfida, per gli insegnanti, è piuttosto riuscire a far considerare diversamente la valutazione da genitori e alunni. In qualche caso ci sono riuscito con genitori dottori per i quali il primato, misurato e certificato, dei propri figli in tutti i campi era un valore inderogabile… non è impossibile.

    • crimatisse ha detto:

      Dani, ti rispondo solo ora anche se già ieri avevo letto con interesse il tuo commento. Sono d’accordo con te sul fatto che non ci si può sottrarre da una valutazione di sistema, che debba coinvolgere tutti i soggetti, più o meno diretti, dell’azione educativa in ambito scolastico. Ma questa discussione e relativi provvedimenti è stata fin troppo chiusa nelle stanze dei bottoni, e dalle alte sfere, sempre più distanti da quello che succede nelle scuole deve ritornare nelle mani dei protagonisti: cioè, noi insegnanti. Di sicuro, molti sono i nodi da sciogliere anche tra noi, tutti/e così diversi, molti con affinità e “credi pedagogici” chiari e di un certo rilievo, altri più individualisti e conservatori…ma insomma, il dibattito deve essere lasciato a noi, stanchi delle decisioni prese con decreti legge o, come nel caso del regolamento sulla valutazione,varato in assenza di governo, nel marasma disorientante del post elezioni… In molte realtà, come da noi al Gandhi, ma so anche da te alla Curtatone, hanno preso vita percorsi di autovalutazione genuini, che, a chi ci sta dietro, richiedono impegno ed energie: e qui si cozza con un ostacolo ricorrente ultimamente nella scuola…ossia, il fatto che tutto questo lavoro sommerso non è pagato! Dunque, il problema delle risorse non è secondario: vogliamo ingaggiarci per primi nell’autovalutazione, ma che questo grosso lavoro abbia il riconoscimento che merita. E va bene anche il confronto con i valutatori esterni: ma in prima istanza, va definito chi devono essere…siamo veramente sicuri che gli ispettori, come finora li abbiamo conosciuiti, abbiamo una concezione di scuola come chi ci opera tutti i giorni? Dubito. Parliamone, quindi, ma dateci lo spazio per farlo.
      Sul passaggio della necessità di mantenere una valutazione che non sia misurazione dei risultati, ma dei processi tenendo conto dei punti di partenza di ognuno, siamo più che d’accordo che debba esserci, ma che appunto, nel voler considerare ogni individuo nelle sue particolarità, si doti di mezzi e proposte scardinanti il monopolio delle schede, dei compiti scritti e delle interrogazioni. Sennò, si prende la parte per il tutto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...