Rubrica: la valutazione dell’/per l’apprendimento

Pubblicato: 20 maggio 2013 in Articoli Senza Zaino
Tag:

Che la valutazione sia un tema che mi interessa, penso si sia intuito, considerando che molti dei miei post toccano questo tasto…Il percorso che stiamo conducendo col Progetto Senza Zaino,
ci sollecita molto a intrecciare i momenti della nostra valutazione come insegnanti con i molti, quasi quotidiani, di autovalutazione che coinvolgono i/le bambini/e e che non sono una semplice constatazione dell’errore e conseguente correzione, ma processi di riflessione più ampia, quindi metacognitivi: per cui, il confine tra autovalutazione ed apprendimento sfuma in un circolo virtuoso cui merita dare il giusto tempo.

Recentemente, con il gruppo della mia classe 2° primaria, abbiamo iniziato ad elaborare delle rubriche per la valutazione, partendo da quella utile quando si prende in esame un testo scritto. Questo lavoro ha visto tutta una prima fase di conversazione in agorà, il nostro spazio dove quotidianamente ci ritroviamo per rivedere insieme il piano della giornata o per discutere i fatti importanti per la vita della classe e/o scuola: quindi, sono molto d’accordo con quei colleghi che in alcuni post, sottolineavano come la conversazione sia apprendimento e quanto, invece, spesso venga penalizzata perché la logica del “programma da finire” imperversa à go go…

Bene: dopo queste succose chiacchierate, abbiamo predisposto una nostra rubrica definendo per ogni risultato, in tutto 5 voci, i criteri essenziali che devono poter essere riscontrati in un elaborato perché si possa dire raggiunto quel traguardo (es.: per Lavoro ottimo, si sono individuate queste caratteristiche per ciò che riguarda lessico e sintassi, con le parole dei bimbi – l’ortografia ha una rubrica a parte – : l’argomento è stato trattato in tutte le sue parti in modo appropriato; le frasi sono ben organizzate e, quindi, chi legge capisce senza difficoltà; la punteggiatura è stata usata correttamente; non ci sono ripetizioni, ci sono invece sinonimi usati bene).

In questi giorni di verifiche finali, quello che mi sta intrigando molto, non è la prestazione in sé, ma proprio il momento successivo di autovalutazione con la rubrica perché i ragionamenti di cui i bambini diventano capaci, quando non sono più intrappolati dai fogli, sono sorprendenti e dimostrazione di una costante spinta a migliorarsi – ovviamente, non uniforme, le dosi sono differenziate… – che si fa tangibile solo se suscitata con il protagonismo diretto e non se si ha solo il ruolo di semplici esecutori passivi. I tempi inevitabilmente si fanno molto più dilatati: ma è la qualità a primeggiare sulla quantità che spesso non lascia neanche traccia.

Ho inserito qui del materiale interessante di M.Comoglio che tratta la valutazione nelle sue diverse sfaccettatuare: valutazione per/dell’/come apprendimento e nella parte finale si sofferma sulle rubriche, cui ho accennato sopra. E’ un PDF nutrito ma scorrevole.

la valutazione di comoglio_1

Annunci
commenti
  1. Daniele ha detto:

    Quanto mi piacerebbe poter segure la logica del “programma da finire”. Non ho mai conosciuto un insegnante di Arte che, soprattutto per la parte storica, arriva in fondo a quanto programmato.
    Io ho imparato a stabilire un “minimo significativo”.
    20 anni di precariato, con classi ereditate che sembravano non avere fatto niente, mi hanno insegnato che sotto una quantità minima un anno di apprendimenti non è neanche significativo: equivale a zero. Se poi il “programma” non è completo, basta collegare i “fili”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...