Ciascuno cresce solo se sognato

Pubblicato: 3 giugno 2013 in Senza categoria, Varie
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Per ragioni di esaurimento cellule…in seguito a giornate megaroventi – e so di descrivere la situazione di molti -, non mi dilungherò molto. Ma avevo voglia di condividere virtualmennte frammenti di riflessioni che mi hanno accompagnato in questi giorni. Proprio quando la stanchezza si fa sentire di più, passo al contrattacco attraverso letture edificanti e rivitalizzanti, come alcuni passi degli scritti di Danilo Dolci e le sue poesie, come quella che qui inserisco che mi rafforza ogni volta di più in quello che credo.

Sono sempre più convinta che il nostro ruolo di insegnanti/educatori sia quello di sollecitare il protagonismo attivo dei nostri/e bimbi/e, perché se la passività e l’acquiescenza sono da sempre atteggiamenti da rifuggire, ora questo è vero più che mai nella decadenza socio-culturale che ci attanaglia. Anche la nostra didattica non può prescindere da questo, per cui quando maestroale nel suo post, in maniera molto semplice ma coinvolgente, ci ha descritto un’attività improvvisata, si fa per dire (per la tanta esperienza dietro, fatta di teoria messa al servizio della prassi quotidiana, se non ho dedotto male da quel po’ che mi son letta di maestro ale…) in cui ai bambini è stato proposto di rielaborare una storia uscendo dalla routine dei quaderni, spesso anche prigionia della creatività e libera espressione, con modalità certo più originali di quelle dell’ordinario, è naturale il successo che è stato riscosso: da semplice esecutore, ogni bimbo è diventato protagonista, ha potuto fare delle scelte e personalizzare il suo contributo per l’obiettivo indicato. Soddisfatti i bimbi, soddisfatto il maestro.

E chi ha letto – come me -, ha partecipato delle stesse sensazioni/emozioni tante volte provate quando si dà spazio a questo tipo di scuola, che dovrebbe essere più quotidiana e meno occasionale. Sempre proiettati verso il futuro, per cui il presente ha bisogno di essere nutrito di quel sogno a cui Danilo Dolci ha dedicato la sua vita.

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commenti
  1. marina.p ha detto:

    Leggendo il tuo post mi è venuto alla mente un personaggio del libro “Ero cattivo” di Ferrara. Nel libro si racconta la storia di un ragazzo che, dopo averne combinata una di troppo, viene mandato in una comunità. Qui c’è il sacerdote che gestisce la comunità che ha un hobby: fare ritratti ai suoi ragazzi. Solo che non ritrae il viso di chi gli sta davanti, ma quello che saranno in futuro…. Mi ha molto colpito questo personaggio: forse anche noi docenti dovremmo avere la capacità di vedere oltre…..

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